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Obiettivi del Millennio – Bolivia. “Senza il FMI stiamo meglio di prima

 

“Quando la Bolivia seguiva i dettami del Fondo Monetario Internazionale il paese non riusciva a sollevarsi. Ora che ci siamo liberati del FMI e della Banca Mondiale prevediamo di liberarci socialmente, culturalmente, finanziariamente ed economicamente. Senza il Fondo Monetario Internazionale stiamo meglio di prima”. Questa la coraggiosa dichiarazione che il presidente della Bolivia Evo Morales ha fatto durante il suo intervento in occasione dell’ Vertice di Alto Livello delle Nazioni Unite per verificare lo stato di avanzamento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio a cinque anni dalla scadenza.

A New York Morales ha affermato che il suo paese registra dei successi nella realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio proprio grazie alla fine della sua sottomissione al Fondo Monetario Internazionale sottolineando che l’indipendenza finanziaria raggiunta dalla Bolivia si riflette nel miglioramento della situazione sociale, nella riduzione della povertà, e nei miglioramenti nella gestione economica.

“Prima di essere eletto presidente, la riserva internazionale della Bolivia era di 1.700 milioni di dollari. Adesso siamo arrivati a 9.000 milioni di dollari in quattro anni e mezzo di presidenza. Nel 2005 gli investimenti pubblici erano meno di 600 milioni di dollari, oggi si aggirano a 2.300 milioni, dei quali il 70% è di origine nazionale e il 30% arrivano dalla cooperazione o dai crediti internazionali” ha dichiarato Morales.

Il presidente boliviano ha ricordato che i “pacchetti” imposti dal FMI nel suo paese hanno causato instabilità sociale e morti, affermando che il mondo necessita di organizzazioni finanziarie internazionali che non esercitino ricatti ne condizioni per aiutare le nazioni in via si sviluppo.

Morales, durante il suo discorso, ha esortato la comunità internazionale a fare tutti gli sforzi necessari contro la privatizzazione delle risorse naturali in ciascun paese, allo scopo di garantire ai popoli il loro diritto ai servizi di base e mettere fini così alle disuguaglianze, pre-condizione necessaria – secondo il presidente boliviano – per raggiungere gli Obiettivi del Millennio: “il nostro compito è quello di mettere fine all’ingiusta distribuzione della ricchezza, i paesi sviluppati devono ottemperare gli impegni presi per quanto riguarda l’Aiuto allo Sviluppo. I paesi più ricchi del mondo possiedono il 75% delle risorse, mentre ai paesi più poveri rimane quello che avanza” ha affermato Morales mettendo in evidenza che “ è inaccettabile che venga destinato 15 volte di più per la difesa, la sicurezza e la guerra”.

Quattro i punti che secondo il presidente boliviano dovrebbe seguire la comunità internazionale per ridurre gli indici di povertà: primo fra tutti evitare le privatizzazioni delle risorse naturali.

Secondo: stabilire regole per gli investimenti stranieri in modo da assicurare che la maggioranza dei benefici siano per lo Stato. Lo stato deve essere il proprietario delle risorse: “quello che dobbiamo discutere in questa riunione è come frenare il saccheggio delle risorse del Sud e come investire questi soldi per far fronte alla povertà nei nostri paesi, nell’educazione”.

Il terzo punto nell’agenda di Morales è l’impegno per i paesi membri a dichiarare che tutti i servizi di base come acqua, energia, comunicazioni, siano considerati diritti umani. “Non è possibile che le risorse di base siano un affare privato, se si tratta di difendere come diritto l’accesso alle risorse che li garantiscono che devono essere per questo nazionalizzate” ha spiegato.

L’ultimo punto consiste invece nel destinare le riserve delle nazioni in nuove banche create nel Sud, e non solo in Sud America ma anche in Africa e Asia. L’esempio è l’esperienza del Banco del Sur che già ha dato qualche risultato in America Latina. “Anziché mettere le nostre riserve nelle banche dei paesi sviluppati, costruiamo una banca del Sud con una percentuale delle nostre riserve internazionali, in modo da rompere con la dipendenza dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale” ha spiegato il presidente boliviano.

Egli ha affermato che il suo governo ha già raggiunto uno degli Obiettivi, quello di sradicare l’analfabetismo. La percentuale di persone in condizione di povertà estrema è invece diminuita, passando dal 41% al 32% secondo le stime delle Nazioni Unite. “ Questo risultato è frutto della democratizzazione dell’economia nazionale. Come paesi del Sud dobbiamo salvare le nostre risorse per fare fronte alle grandi nazioni, anziché stare ad aspettare l’aiuto dal Nord” ha concluso Morales.

Una ricetta quella boliviana, che più di contare sugli aiuti da parte dei paesi ricchi mette prima di tutto la sovranità dei Sud del mondo. Dato che anche il presidente – Barak Obama – ha annunciato un cambio di strategia degli Stati Uniti nell’Aiuto allo Sviluppo, le strade indicate da Morales potrebbero essere seguite anche da altri paesi, ora più che mai.

La necessità di riformare le istituzioni finanziarie internazionali e la maggiore responsabilità da affidare a ciascun Paese per quanto riguarda il proprio sviluppo, sono state ribadite anche nella risoluzione (in.pdf) adottata al termine del Vertice di Alto Livello delle Nazioni Unite. Il come e il quando però restano ancora da definire.

Elvira Corona (inviata di Unimondo)

Fonte: http://forumambientalista.wordpress.com/2010/09/25/obiettivi-del-millennio-bolivia-“senza-il-fmi-stiamo-meglio-di-prima/