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Il rapporto 41: la rivoluzione scientifica dimenticata dall'Italia

Il rapporto 41: la rivoluzione scientifica dimenticata dall'Italia

 
Nel 2001 l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati dell’Enea crea un collettivo di scienziati per studiare e realizzare la fusione fredda, annunciata come nuova teoria scientifica 10 anni prima da Fleischmann. Rubbia, già premio Nobel per la fisica, è stato uno dei primi nel credere nella fusione nucleare a temperatura ambiente che produce energia immensa, e fu lui stesso a richiedere la stesura di un rapporto dettagliato sui risultati dell’esperimento per ottenere una risposta chiara e incontrovertibile sulla possibile realizzazione della free energy. Intendeva infatti presentare una prova all’intero mondo accademico scientifico che la rivoluzione scientifica era già in atto, ed era nelle mani dell’Italia con dei risultati vivi, proprio quando a livello mondiale la fusione fredda veniva completamente affossata per far posto alla fusione termonuclerare controllata, cd. progetto Iter. Inizia così l’avventura tutta italiana nella fusione fredda alla ricerca di una nuova fonte di energia, che incontrerà tuttavia molteplici difficoltà per vincere innanzitutto lo scetticismo diffuso a livello degli alti vertici che tra i singoli individui.
Il gruppo di ricercatori composto dal Prof. Emilio Del Giudice, Antonella De Ninno e Antonio Frattolillo, team che aveva assistito il prof. Preparata nella stesura del protocollo per la replicabilità della fusione fredda, costruisce una cella di energia che sprigiona molta più energia di quanto non ne venga immessa. In una camera termostatata, che mantiene cioè una temperatura costante, viene immessa una pila che ha all’interno una barra di palladio immersa in un litro di acqua pesante, ottenuta mediante un trattamento delle molecole dell’acqua composte così da atomi di deuterio. Alimentando la pila con una fonte di energia, la barra di palladio attira gli atomi di deuterio nelle porosità del metallo, sino ad indurre alla fusione dell’idrogeno in virtù di reazione fisico-chimica. Durante la reazione un sensore rileva la produzione di elio e un alto aumento di temperatura, quindi produzione di energia in una quantità superiore rispetto a quanta ne sia necessaria in ingresso. Non esiste in questo caso un sistema di ingegnerizzazione e la produzione di energia avviene in grandi quantità, quindi in maniera non dosata come la combustione della benzina e in diverse forme elettromagnetiche, cosa che necessiterebbe di una tecnologia specifica per ogni gamma di frequenze.

L’esperimento aveva dunque come obiettivo quello di verificare che la reazione che causava calore e una grande energia luminosa, era di tipo nucleare. I ricercatori rilevando delle tracce di Elio-4 e degli eccessi di calore, che hanno confermato che la fusione dell’idrogeno era avvenuto grazie ad una reazione nucleare: da questo punto di vista l’esperimento può dirsi riuscito. Rubbia in primo momento convoca gli scienziati danno anche un suo contributo per completare il rapporto e i risultati dell’esperimento scientifico, ma poi sparisce abbandonando i ricercatori e il gruppo di lavoro.
 

 
Cosa abbia a quel punto scatenato l’indifferenza e il rifiuto di quel progetto possiamo solo sospettarlo, in quanto molti e forse troppi sono stati gli ostacoli e le barriere da sormontare. In ogni caso è strano che questo arresto sia avvenuto proprio nel momento in cui si erano ottenuti dei primi risultati concreti: sino ad ora è stato confermato che questo sistema in condizioni corrette riesce a produrre - oltre la potenza immessa - dal 10% a molte migliaia di volte la potenza in entrata. È inoltre emerso che negli esperimenti di fusione fredda sono stati trasmutati elementi, sono apparsi degli atomi che non erano presenti prima che gli esperimenti cominciassero.
In ogni caso era giunto il momento di investire vere e ingenti risorsi in quel piccolo esperimento per ottenere dei risultati percepibili anche dalla collettività, per poter dire che questa è a tutti gli effetti una forma di energia. Nel 2004 il Ministero delle Attività Produttive, convoca la Presidenza della divisione Fusione dell'ENEA, dopo aver letto il “rapporto41” sollecitò il ripristino delle ricerche concedendo un finanziamento per portare avanti il progetto, da affidare tuttavia ad un altro gruppo di lavoro, coordinato da Vittorio Violante e collegato a gruppi di ricerca in Giappone e in America.
L’Enea ha senz’altro agito per difendere parte dei suoi stessi interessi, per evitare di raccogliere un fallimento a livello internazionale per via di un progetto che richiedeva troppi anni per cominciare a dare i suoi frutti nonostante i modesti mezzi da impiegare per continuare la ricerca. Tuttavia, abbandonare così la fusione fredda, persa tra le pagine dell’internet e preclusa ai media accreditati a livelli più elevati o tra le masse è un vero crimine contro l’Umanità, perché significa cancellare anni di studio e di ricerca.
I giornali continuano a passare notizie di cronaca o di guerre per il petrolio, e non vogliono dare una speranza alle persone, non vogliono che la gente sappia che una soluzione a tutto questo c’è e che bisogna solo resistere e combattere giornaliermente affinché cambi il nostro modo di vivere e di pensare. L’egoismo oggi ci rovina e non ci permette di capire la vera portata di una rivoluzione energetica e anche le terribili conseguenze che porterà se non siamo pronti abbastanza per adeguarci all’impatto della nuova era.
L’Italia aveva senz’altro tra le mani un grande progetto, ma peccando di inesperienza e di codardia ha preferito restare nelle retroguardie lasciando ad altri il rischio della sperimentazione e del fallimento delle ricerche. La fusione fredda è ora nei laboratori delle più grandi multinazionali, delle società private e dei CNR di moltissime nazioni, ma ognuna di esse custodisce con gelosia il segreto delle proprie ricerche perché rappresenta l’arma del futuro.

Dato che noi siamo sempre stati in guerra, abbiamo un sistema economico che non è consono alla civiltà umana ma è basato sul controllo e sulla schiavitù, ed ecco perché i soldi e il petrolio sono un dio che è al di là dell’uomo, come lo dimostra un semplice dollaro. Pur ammettendo che oggi riusciamo a trovare una nuova energia, cosa potrà accadere? Il sistema non cambierà dall’oggi al domani, e quando lo farà ci saranno innumerevoli vittime, una strage provocata dalle guerre e dalle patologie che si verranno a creare per cambiare uno stile di vita. Prima che questa nuova energia venga immessa sul mercato, passeranno 15 anni, e nel frattempo la lotta al controllo del gas e del nucleare ci porterà alla guerra perpetua. Noi tentiamo di dare anche delle spiegazioni all’occultamento della fusione fredda, ma non è semplice accettarle, in quanto la risposta si trova nel nostro sistema economico, e se alcune persone tacciono dinanzi a queste domande è perché non intendono dare molte spiegazioni e dunque non rispondono.
Se l’Enea ha deciso di interrompere il progetto per poi riprenderlo sotto altri vesti è perché segue delle leggi economiche basate sul sistema del petrodollaro, ed è costretta a farlo in quanto adesso non può uscirne e mettersi al di sopra. Per accettare la fusione fredda occorre essere in grado di accettare l’idea che occorre rivedere alcune teorie pluriacclamate dagli esperti in quanto errate, che l’energia può crescere all’infinito, che è decentrata e deve essere diffusa in maniera indistinta.
Molte altre volte avremo l’impressione di capire cosa stia veramente accadendo tra le alte sfere, ma poi ci accorgeremo di essere manipolato e di aver raggiunto il loro scopo. Informiamo le persone della scoperta della fusione, ma diciamo loro che dovranno fare dei sacrifici per ottenerla, dovranno cambiare se stessi e non imputare ad altri esterni dei problemi e del male che esiste in ognuno di noi.

Fonte: http://etleboro.blogspot.com/2007/03/il-rapporto-41-la-rivoluzione.html