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Scie chimice,nubi e scie di condensa

In questi ultimi anni si è intensificato un fenomeno che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale continua purtroppo ad ignorare, quello delle scie chimiche (in inglese,“chemtrails”). Ci riferiamo ai voli di quegli aerei bianchi, senza contrassegni di riconoscimento,che attraversano i cieli rilasciando copiose scie dietro di loro sopra molte regioni del Pianeta, inclusa naturalmente l’Italia.L’operazione cominciò negli Stati Uniti nella metà degli anni ’90, per poi estendersi al Canada,ai paesi aderenti alla N.A.T.O., alla Russia ed a molte altre nazioni; ma esistono fotografie e documentazioni che attestano la presenza di attività chimiche, sebbene saltuarie e forse sperimentali, anche nei decenni precedenti.Questi velivoli lasciano, lungo le rotte seguite, delle strane scie che generalmente,a differenza di quelle di condensazione (in inglese, “contrails”), non si dissolvono entro breve tempo, ma persistono nell’atmosfera sino a trasformarsi in nuvole simili a strati. È un fenomeno evidentissimo, abituale, di cui tutti possono rendersi conto semplicemente alzando lo sguardo al cielo. Vari studiosi, tra cui l’ingegner Clifford E. Carnicom, il meteorologo Scott Stevens, il fisico Neil Finley, il medico statunitense Michael Castle, la tossicologa Hildegarde Staninger, il giornalista indipendente canadese William Thomas, il ricercatore ed attivista Jerry E. Smith, il ricercatore statunitense Tom Montalk, il biologo statunitense Michael Castle, il direttore della rivista Nexus, Tom Bosco, oltre agli autori ed a moltissimi altri, hanno investigato queste famigerate scie chimiche.Ma che cosa sono veramente, e come possiamo distinguerle dalle nuvole e dalle normali scie di condensa degli aerei? Facciamo un po’ di chiarezza. Una scia è in generale una zona di fluido (liquido o gassoso) situata immediatamente dietro un solido in movimento relativo rispetto al fluido stesso, caratterizzata dal fatto che in essa il moto è prevalentemente formato da vortici. Tipici esempi di scie sono i solchi spumeggianti che un natante veloce lascia nell’acqua dietro di sé (acqua ferma e solido in moto), ed anche le scie di condensa che segnalano il passaggio di un jet(aria ferma e solido in movimento). Queste ultime sono provocate dalla condensazione del vapore acqueo prodotto dalla combustione del carburante causata dalle condizioni di umidità, pressione e temperatura che si riscontrano ad alte quote di volo. La composizione ed il comportamento delle scie dipendono principalmente dalla forma del solido, dalla viscosità e dalla densità del fluido, dalla velocità relativa e dall’angolo secondo il quale essi si incontrano. Nel caso degli aerei, per esempio, la scia è animata da moti vorticosi che diventano più marcati in corrispondenza delle variazioni della sagoma dell’aeromobile(esempio, nell’intersezione tra ala e fusoliera).Come ci spiega il metereologo 1° M.llo ATG Domenico Azzone, “Le scie di condensazione normali rappresentano formazioni simile nuvolose prodotte nell’atmosfera, a determinate altitudini, dai gas di scarico dei velivoli(aerei) a reazione (…) e sono assimilabili, quale configurazione, ad una precisa tipologia di nubi. In meteorologia, queste scie sono classificate in persistenti e non persistenti; per convenzione, le prime durano più di 1 ora, le seconde meno di 1 ora. Alla quota a cui normalmente si formano, possono assomigliare(dopo la formazione e con il concorso dei parametri fisici del momento) al gruppo delle nubi alte (Cirri, Cirrostrati, Cirrocumuli)”.Una nuvola è invece un insieme di gocce d’acqua e cristalli di ghiaccio, dovuto alla condensazione di vapore saturo. Le nuvole sono generate da moti convettivi di origine termica oppure meccanica (sollevamento di aria calda), dal rimescolamento di masse d’aria e dall’incontro di queste con catene montuose,dalla variazione dei valori barometrici e dagli effetti della radiazione solare e terrestre. I moti di ascesa propiziano la loro formazione,poiché portano l’aria umida verso zone fredde; i moti di discesa, che le portano verso le zone più calde, ne causano il dissolvimento,in quanto fanno cessare lo stato di saturazione del vapore acqueo e favoriscono l’evaporazione delle gocce. Giacché i moti convettivi sono costanti, soprattutto durante una perturbazione atmosferica, avviene un continuo processo di formazione e di disfacimento dei corpi nuvolosi. Il metereologo 1° M.llo ATG Domenico Azzone ci spiega che “le nubi sono di 3 tipologie a seconda della quota a cui si formano: Nubi Basse (da 0 a circa 2000 mt,composte da goccioline acqua), Nubi Medie(da 2000 a circa 6000 mt, composizione mista di goccioline acqua e cristalli di ghiaccio,esempio Altocumuli, Altostrati), Nubi Alte (da 6000 mt in poi, composte da cristalli di ghiaccio,esempio Cirri, Cirrostrati, Cirrocumuli)”. Non è possibile quindi accomunare la formazione di una nube a quella delle scie di condensa degli aerei sebbene, come si è visto,in particolari condizioni anche le nuvole si dissolvano per poi riformarsi. Secondo la Federal Aviation Administration (FAA), una scia di condensa si forma se persistono contemporaneamente alcune condizioni ambientali,in particolare umidità uguale o superiore al 70%, temperatura inferiore a 40 gradi centigradi sotto zero, altitudine superiore ad almeno 8.000 metri. Questi parametri possono subire delle lievi variazioni, ma ci si può discostare di poco da tali indici alle nostre latitudini.Pertanto è praticamente impossibile che si formino scie di condensa a bassa quota,con bassi valori di umidità e con temperature ben lontane dai 40 gradi centigradi sotto zero. Le scie chimiche invece “non si inquadrano nella precedente informazione tecnica in quanto non sono il prodotto della combustione dei motori a reazione degli aerei. Esse sono(alla luce di quanto è possibile conoscere ed  ipotizzare razionalmente) il risultato di una miscela di sostanze chimiche, sostanze organiche ed inorganiche, emesse da contenitori applicati all’esterno oppure all’interno degli aerei (…) Appena rilasciate ed emesse, queste sostanze formano, ovviamente, una scia(simile o quasi simile alle scie di condensazione normali) che si disperde nell’atmosfera ed in parte ricade verso il suolo. Queste scie non hanno una quota definita (a differenza delle normali) a cui formarsi, per cui l’altitudine a cui compaiono dipende essenzialmente dallo scopo a cui le stesse sono finalizzate” (metereologo 1° M.llo ATG Domenico Azzone).Nel dicembre del 2005 il Comitato Scientifico dell’Associazione Galileo di Parma (CentroCulturale di Ricerche Esobiologiche), di cui fa parte il biologo dott. Giorgio Pattera,commissionò alcune analisi chimiche qualiquantitative presso un laboratorio specializzato del CNR per approfondire il fenomeno. Tali analisi hanno portato all’identificazione, nelle acque piovane immediatamente successive alla comparsa delle scie chimiche, di sostanze assolutamente estranee alla normale composizione dell’atmosfera. Le sostanze in questione erano il quarzo o biossido di silicio (81%), calcio fluoruro (8%), calcio carbonato(6%), calcio solfato di-idrato (2%), ferro idrossido(2%). Queste sostanze, se inalate per lungo tempo (e le scie in oggetto rimangono visibilmente compatte in cielo anche per molte ore, a differenza di quelle “normali” di condensazione), risultano altamente pericolose a livello polmonare e potenzialmente foriere della silicosi, che può manifestarsi anche a distanza di anni dall’esposizione ai suddetti agenti inquinanti. Queste indagini si aggiungono a quelle già condotte negli U.S.A., che hanno evidenziato nella condensa di tali ricadute da scie chimiche la presenza anche di sostanze tossiche, quali l’alluminio (30%) ed il bario (30%). La pericolosità di tali sostanze è ben conosciuta dalla scienza medica. “La neurotossicità dell’alluminio è nota da più di un secolo. Recentemente l’alluminio è stato implicato come fattore eziologico di alcune manifestazioni patologiche (tra cui encefalopatia, osteopatia e anemia) associate al trattamento dialitico. Inoltre è stato ipotizzato che l’alluminio possa essere un cofattore nell’eziopatogenesi di alcune malattie neurodegenerative,tra cui la malattia di Alzheimer,sebbene una prova diretta in questo senso sia ancora controversa.” (P. Zatta, CNR Istituto Tecnologie Biomediche, Unità Metalloproteine,Padova).Alcuni studiosi americani, tra cui Henry W. Scherp e Charles F. Church, della School of Medicine dell’Università della Pennsylvania,hanno effettuato studi sugli effetti dell’alluminio sugli animali (...). Questi esperimenti mostrano chiaramente che l’alluminio presente nell’ambiente, se opportunamente veicolato,può raggiungere il sistema nervoso centrale e quindi accumularsi in maniera selettiva all’interno dei neuroni.Anche il Bario è estremamente pericoloso per l’organismo umano. “È stato osservato un alto livello di contaminazione con fonti di questo metallo alcalino terroso, sia naturali che industriali, negli ecosistemi o nei posti di lavoro che presentano un’elevata incidenza di sclerosi multipla ed altri disturbi neurodegenerativi,come l’encefalopatia spongiforme trasmissibile e la sclerosi laterale amiotrofica.Viene ipotizzato che la contaminazione cronica con sali reattivi di bario possa iniziare la patogenesi della sclerosi multipla.”(“Chronic barium intoxication disrupts sulphated proteoglycan synthesis: a hypothesis for the origins of multiple sclerosis” Mark Purdey,Medical Hypothesis 2004). Dunque perché le scie chimiche? Sull’argomento sono state formulate diverse ipotesi.Probabilmente vengono utilizzate allo scopo di ottenere modificazioni meteorologiche e climatiche, di danneggiare le colture agricole basate su piante non modificate geneticamente ed inquinare gli ecosistemi al fine & di determinare un incremento esponenziale del costo delle risorse idriche ed agricole residue.Le scie chimiche sono anche uno strumento ad uso militare che serve per nascondere i velivoli militari ai radar nemici; le scie creano infatti nell’atmosfera un’antenna elettromagnetica oltre l’orizzonte, che serve per ottimizzare la ricetrasmissione dei segnali in ambito strategico-militare.A tal proposito ricordiamo il progetto “Pianificatore delle frequenze radio di missione”(RFMP) avviato dalla Marina Militare degli USA e finalizzato alla mappatura elettronica del territorio, connesso proprio alla modificazione delle caratteristiche trasmissive dell’atmosfera.Gli obiettivi di questa manovra occulta potrebbero anche andare ben oltre, e servire allo sfoltimento di alcuni settori della popolazione ritenuti improduttivi o di peso per il sistema, come i pensionati, i malati cronici,e alla sperimentazione di agenti patogeni sulla popolazione inconsapevole nell’ambito di programmi di guerra chimica e batteriologica.La diffusione diretta ed indiretta di agenti patogeni e quindi di malattie (alcune delle quali del tutto ignote sino a pochi lustri fa) potrebbe avere anche lo scopo precipuo di favorire le multinazionali farmaceutiche indebolendo la popolazione, e di modificare il DNA umano in modo da impedire un’evoluzione genetica.Non possiamo inoltre dimenticare che le scie chimiche potrebbero essere correlate anche alla possibilità di controllare il pensiero ed il comportamento, attraverso soprattutto l’irradiazione di onde elettromagnetiche a bassa ed a bassissima frequenza, la diffusione di composti del litio, e l’utilizzo di nano sensori “Micro Electronic Machines” (MEM) o “Smart Dust” negli organismi umani. Tale tecnologia consente già oggi di controllare,rintracciare, monitorare, manipolare mentalmente,per mezzo dell’emissione di impulsi elettromagnetici, interi gruppi umani. E come se tutto questo non fosse già abbastanza, le scie chimiche stanno distruggendo anche la coltre di ozono del Pianeta, ma forse questo è solo un effetto collaterale dell’operazione…

Fonti:

- Articoli di Antonio e Rosario Marcianò curatori del sito www.tankerenemy.com

- Articoli del biologo dott. Giorgio Pattera

- Articolo “Guida sintetica al riconoscimento delle caratteristiche delle scie di condensazione anomale” del metereologo 1° M.llo ATG Domenico Azzone

- Pubblicazioni del dott. P. Zatta, CNR Istituto Tecnologie Biomediche, Unità Metalloproteine,Padova“Chronic barium intoxication disrupts sulphated proteoglycan synthesis: a hypothesis for the origins of multiple sclerosis” Mark Purdey,Medical Hypothesis 2004)

- Da “Alluminio e Salute”, Prima Conferenza Internazionale METALLI E CERVELLO: Dalla Neurochimica alla Neurodegenerazione (Università Padova: 20-23/09/2000)

- Mark Purdey - “Chronic barium intoxication disrupts sulphated proteoglycan synthesis: a hypothesis for the origins of multiple sclerosis”,Medical Hypothesis (2004), 62

- Staninger, Hildegarde – “Far-Infrared Radiant Heat (FIR RH) Type Remediation for Mold and Other Unique Diseases”.

 - NationalRegistry of Environmental Professionals,annual Conference in Nashville, Tennessee,October 18,2006