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Aerosol chimici

Negli ultimi anni sono stati scorti, fotografati e filmati nei nostri cieli velivoli privi di contrassegni,mentre decollano o atterrano in aeroporti civili. Sono detti anche ‘aerei chimici’ (o‘tankers’) e si riconoscono ad occhio nudo,perché cominciano a rilasciare copiose scie poco dopo il decollo.Tra gli aeroporti civili coinvolti nell’operazione vi è, ad esempio, quello di Torino Caselle, che è stato recentemente cintato con alti muri di cemento per evitare che qualche curioso osservi lo strano via vai di questi aerei. Ma i tankers usano anche le numerosissime basi militari “off-limits” sparse in tutto il mondo, e non possiamo escludere che utilizzino anche altre installazioni militari segrete per il rifornimento dei ‘prodotti da aereosol’.L’operazione ‘scie chimiche’ ha dimensioni colossali, basta alzare gli occhi al cielo per rendersene conto. Molti si domandano come sia possibile nascondere tutto questo all’opinione pubblica, quando tante persone ed Istituzioni sembrano coinvolte. Forse la tecnica è proprio quella di lasciare in vista ciò che si vuole nascondere, e di confondere poi le idee della gente facendo apparire come ‘normale’ una situazione che non lo è affatto.Gli obiettivi veri dell’operazione restano poi accuratamente nascosti, mentre ai piloti, che sono costretti comunque ad obbedire agli ordini, viene probabilmente raccontato che con i velivoli si diffondono nell’atmosfera elementi chimici atti ad attenuare l’’effetto serra’. Si aggiungano l’omertà, le collusioni, il sostegno reciproco tra le persone coinvolte,i ricatti nei confronti di alcuni uomini politici,la corruzione di coloro che hanno poteri decisionali,ed il gioco è fatto. È sufficiente occupare i posti giusti con le persone giuste: se qualcuno mostra qualche esitazione viene in qualche modo delegittimato.Sembra che l’intera operazione sia gestita proprio dal complesso industriale-militare,che si avvale della collaborazione dei governi o della loro acquiescenza. Ad esempio, a Marana in Arizona esiste uno dei più importanti impianti della CIA/NSA, la struttura di “Pinal Airpark Marana base”, dove sembra che molti modelli di aeroplano per uso civile siano stati riconvertiti per compiere le operazioni chimico-biologiche che entrarono a regime, per quanto riguarda gli Stati Uniti, nel novembre del 1998. Prima di quell’anno, furono scelte alcune regioni per condurre le operazioni chimiche in atmosfera, in modo da sperimentare la tecnologia necessaria e mettere a punto l’efficienza degli aerei irroranti in relazione alle condizioni meteorologiche. Il programma è condotto sotto diversi nomi in codice come “Operazione copertura” e “Operazione danza della pioggia”, ed in seguito fu esteso a dozzine di stati nel mondo. Ufficialmente la base di Marana è un cimitero di aerei dismessi,tuttavia nelle foto pubblicate dal sito ‘Airlines.net’ si vedono aerei ben conservati ed “impacchettati” con cura (tra questi anche le aerocisterne KC-10) per evitare che si danneggino sotto il sole e le intemperie. Nel sito ‘tankerenemy.com’ si legge anche “(…)si nota [all’interno della Pinal Airpark Marana base] una certa attività intorno ad alcuni velivoli, che sembrano venire sottoposti ad un completo restyling nonché sostituzione di pezzi quali motori, carrelli etc. (è presente una vasta porzione dell’area ove sono ordinatamente disposti centinaia di componenti meccanici) attraverso, ad esempio, la riverniciatura degli stessi (di colore bianco) e la cancellazione dei loghi di compagnia originari.Curiosa inoltre la presenza di velivoli appartenenti alla compagnia di bandiera ‘Alitalia’.Pure in un’area separata, si nota la presenza di decine di elicotteri neri (apparentemente si tratta di elicotteri ‘Apache Longbow’), i quali appaiono in buonissimo stato e parcheggiati con ordine. Stessa cosa si può dire per quanto riguarda un buon numero di velivoli dalla linea fortemente aerodinamica e che, senza dubbio, non possono essere aeroplani dismessi”.Un aspetto curioso è che la base di Marana è visibile anche da ‘google earth’ e le immagini non sono oscurate come accade di solito per le basi militari; si vedono bene gli aerei bianchi parcheggiati in ordine e senza insegne di riconoscimento. Si tratta quindi davvero di un deposito per aerei dismessi oppure anche in questo caso si lascia in vista ciò che si vuole nascondere… difficile dirlo.Per le operazioni di aereosol vengono utilizzati anche aerei di linea oltre a quelli militari.A questo proposito il sito tankerenemy.com riporta un post pubblicato da un manager di una compagnia aerea, non meglio identificato.“I pochi dipendenti della compagnia aerea che erano al corrente del progetto ‘Cloverleaf’ furono tutti sottoposti a controlli del loro passato, e prima di esserne informati ci fecero firmare accordi di non-divulgazione in cui sostanzialmente si dichiarava che se avessimo detto a chiunque quanto sapevamo saremmo stati incarcerati (…) Ci dissero che il governo avrebbe pagato la nostra compagnia,insieme ad altre, per rilasciare speciali agenti chimici da aerei commerciali (...) Quando chiedemmo loro perché non si limitassero ad equipaggiare gli aerei militari per rilasciare questi agenti chimici, dichiararono che non c’erano abbastanza aerei militari disponibili per rilasciare agenti chimici su una base così ampia come doveva essere fatto (...) Poi qualcuno chiese perché tutta queste segretezza.I rappresentanti del governo dichiararono in seguito che se l’opinione pubblica avesse saputo di aerei in volo che stavano rilasciando agenti chimici nell’aria, i gruppi ambientalisti avrebbero scatenato un inferno e chiesto la fine dell’irrorazione”. (‘An Airline Manager’s Statement’, tankerenemy.com). Forse i militari non hanno abbastanza velivoli da usare per gli aereosol, bisognerebbe fare qualche cosa per loro …

Fonti:

- Articoli di Antonio e Rosario Marcianò curatori del sito www.tankerenemy.com

- “Dossier Scie Chimiche” a cura del fisico

Corrado Penna, curatore del sito “scienza marcia” (http://scienzamarcia.altervista.org)