Crea sito

 

La Sintesi degli avvenimenti

La Sintesi degli avvenimenti

Cosa e’ successo il 18 aprile del 2004 ?
Nel pomeriggio di quella domenica del 18 aprile del 2004 a Grottammare calda cittadina della riviera delle Marche, in provincia di Ascoli Piceno, nella sala Kursall, due ricercatori indipendenti Casertani Vincenzo Iorio e Domenico Cirillo, sponsorizzati dalla associazione O.N.N.E. Osservatorio Nazionale delle Nuove Energie annunciano pubblicamente i risultati di un loro esperimento scientifico sulla “Fusione Fredda” o come successivamente fu battezzata “Trasmutazione Fredda”.

Di che si tratta precisamente ?
Da un punto di vista molto generale l’esperimento risulta essere la replica del lavoro pubblicato da Thadahiko Mizuno nell’aprile del 1998 in occasione della conferenza di Vancouver ICCF-7. Ma, i nostri ricercatori italiani hanno approfondito in maniera diversa il fenomeno e hanno studiato alcune varianti che hanno contribuito a rendere la cella italiana sostanzialmente diversa da quella giapponese. Inoltre, sono risultate fondamentali alcune analisi che hanno permesso di elaborare una teoria completa e originale. La teoria e’ stata concepita interamente dai due ricercatori di Caserta ed e’ confrontabile attualmente con le suggestive interpretazioni della teoria matematica di Widom e Larsen. Grazie a tutto questo lavoro, i due Casertani sono stati invitati all’inizio di novembre del 2004 a prendere parte alla manifestazione ICCF11 tenutasi a Marsiglia. In questa manifestazione i due ricercatori hanno illustrato ai convenuti il loro esperimento e la loro teoriabase.


In sintesi, in cosa consiste l’esperimento ?

In pratica, in una cella in vetro riempita da una soluzione alcalina dicarbonato di potassio, sono inseriti due elettrodi di tungsteno ai quali e’ applicata una tensione di alcune centinaia di volt. L’elettrodo connesso al polo negativo del generatore di tensione (catodo) comincia a produrre un plasma molto luminoso e l’acqua contenuta nella cella assorbendo tutto il calore prodotto, comincia a riscaldarsi ed infine ad evaporare. Misurando accuratamente l’energia elettrica applicata all’ingresso e confrontandola con l’energia necessaria per riscaldare e far evaporare l’acqua, ci si accorge che la soluzione ha avuto certamente a disposizione una quantità di energia molto maggiore di quella disponibile.
link correlato
: L'esperimento

Da dove viene questa energia ?

Non è chiaro, (sentendo quello che dicono i ricercatori ) se l’energia in eccesso sia prodotta dalle trasmutazioni oppure è prodotta da un fenomeno nuovo non ancora perfettamente compreso. Gli stessi ricercatori pero’ parlano di reazione di sintesi neutroniche.Queste reazione, alla luce della teoria di Widom e Larsen potrebbero effettivamente verificarsi, e inoltre potrebbe essere l’atomo di idrogeno a produrre l’energia in eccesso nella cella trasformandosi in un miniatomo di idrogeno. Dal miniatomo di idrogeno al neutrone della teoria di Iorio-Cirillo il passo è breve e a questo punto potrebbero giustificarsi anche le trasmutazioni misurate da questi ultimi clicca qui per il pdf della relazione Iorio-Cirillo. Elettroplasma-italiano2.pdf

Dobbiamo fare una considerazione importante
Vincenzo Iorio e Domenico Cirillo sono due ricercatori indipendenti che hanno raggiunto uno spettacolare risultato corroborato da un metodo analitico corretto e da un lavoro eseguito a regola d’arte, pur essendo all’epoca non laureati. Inoltre, c’è da dire che i due studiosi, non sono affiliati a nessun Ente di Ricerca e utilizzando unicamente i loro esigui risparmi, hanno prodotto nel loro laboratorio reazioni nucleari a debole energia che hanno conseguentemente prodotto trasmutazioni a carico dell’elettrodo catodico (il tungsteno). Questi risultati straordinari, confrontati con i dati degli altri ricercatori internazionali costituiscono la prova semplice che le reazioni LENR (Low Energy Nuclear Reaction) possono essere semplicemente eseguite in un garage o in un laboratorio avventizio. Questo non viene detto per sminuire il merito dei ricercatori Casertani ma per decretare la ragione del silenzio su questi fatti cosi importanti. Lo diciamo per informare il lettore, che numerosi scienziati, definiti accademici, sorridono o snobbano queste ricerche. Tuttavia esse, stanno ormai diventano troppo numerose e compromettenti per coloro che in passato hanno rilasciato con troppa fretta alcune dichiarazioni infamanti. Infatti, vale a mio giudizio questa considerazione: O bisogna ammettere che le reazioni nucleari a bassa energia si verificano comunemente nella materia condensata (vedi Fusione fredda) oppure Vincenzo e Domenico sono due ricercatori straordinariamente bravi poiche’ trasmutano il tungsteno trasformandolo in renio, in osmio e addirittura in oro. ( clicca qui per ulteriori informazioni )

Sintesi Neutroniche
 

Fu durante la seconda guerra mondiale che l’Italiano Don Carlo Borghi (1910-1984) ipotizzò per la prima volta che protoni ed elettroni potevano fondersi e far nascere un neutrone (vedi articolo www.iscmns.org/meetings/Asti/papers/Daddi.DOC). Sulla base di questa possibilità anche i lavori approfonditi del fisico A. Roberto Monti del CNR di Bologna mostrano con una certa evidenza sperimentale, trasmutazioni che avvengono a carico del mercurio (noto metallo liquido) in oro. Secondo R.A. Monti la trasmutazione sarebbe resa possibile appunto grazie ai neutroni disponibili tramite reazioni LENR. A questo punto si incastra la teoria dei Casertani, Iorio e Cirillo infatti, i nostri studiosi decretano che nella loro cella alcalina al tungsteno, si verificano le condizioni opportune per innescare la reazione di sintesi Protone + Elettrone =Neutrone (come illustrato nella loro relazione). Attualmente questa possibilita’ (ritenuta dagli appartenenti alle caste di fisici piu’ accademici, assolutamente impossibile a verificarsi) comincia a presentarsi sotto una luce completamente nuova dal lavoro di Widom e Larsen. La fisica conosce molto bene la reazione nucleare che permette di ottenere neutroni da un protone ed un generico leptone. La possibilita’ di estendere questa possibilita’ anche al caso dell’elettrone è l’argomento portante del documento rilasciato a maggio del 2005 dal professor Widom di Boston (USA). Secondo Widom, in un reticolo cristallino metallico possono verificarsi le condizioni atte a generare un campo elettrico molto intenso, dell’ordine di 1011V/m accompagnato da un oscillazione elettromagnetica da parte dei protoni dell’idrogeno che intanto stanno penetrando negli interstizi cristallini a causa di una generica reazione elettrolitica. Queste condizioni riescono ad essere catalizzanti per il fenomeno della contrazione atomica dell’atomo di idrogeno. Letteralmente, l’atomo di idrogeno, che come sappiamo ha un raggio normale di dimensione pari a 0,529 nm, si contrae anche fino a 100 volte restituendo energia all’ambiente sotto forma di calore. L’energia fornita dall’idrogeno, quando quest’ultimo subisce il processo di contrazione a mini atomo, potrebbe essere appunto l’eccesso di energia misurato dai ricercatori Iorio e Cirillo nelle celle a plasma elettrolitico. Inoltre è molto importante considerare, che la presenza dei mini atomi di idrogeno, in un certo modo giustificherebbe la possibilità della presenza dei neutroni. Questi ultimi si produrrebbero dal mini atomo stesso per cattura elettronica. A questo punto il motore delle trasmutazioni risulterebbe attivato. Iorio e Cirillo, presentarono durante la relazione di Marsiglia nel novembre del 2004 (ICCF-11), una teoria completa relativa alle trasmutazioni che avvengono sul catodo. Secondo un processo di cattura neutronica progressiva, il tungsteno si accresce di peso atomico raggiungendo ben presto un livello di instabilità che porta alcuni neutroni a decadere in particelle beta e in protoni (come illustrato nella loro relazione). Questo meccanismo sarebbe in grado di spiegare gli elementi con numero atomico piu’ elevato del tungsteno che vengono rilevati sull’elettrodo catodico.

Fonte: http://www.ioriocirillo.com/ita/dettagli.documento.php?id=9